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CIN Affitti Brevi 2026: Cos'è, Come Si Ottiene e Cosa Rischi Senza
Dal 2023, ogni struttura ricettiva che offre affitti brevi in Italia deve avere il CIN — Codice Identificativo Nazionale. È obbligatorio per legge, va esposto nell'annuncio e fisicamente all'ingresso della struttura, e chi non ce l'ha rischia sanzioni fino a 8.000€. Questa guida spiega cos'è, come si ottiene e come si integra con gli altri obblighi burocratici degli affitti brevi.
Cos'è il CIN e Perché Esiste
Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) è un codice univoco assegnato a ogni struttura ricettiva o immobile destinato alla locazione turistica breve in Italia. È stato introdotto dalla Legge 15 novembre 2023, n. 191 (conversione del DL Anticipi) con l'obiettivo di:
- Creare una banca dati nazionale di tutte le strutture ricettive (BDSR)
- Combattere l'evasione fiscale nel settore degli affitti brevi
- Uniformare il sistema dei codici identificativi regionali (ogni regione aveva il suo)
- Facilitare i controlli da parte delle autorità e delle piattaforme
Il CIN ha il formato: ITA + codice ISTAT del comune (6 cifre) + stringa alfanumerica univoca. Esempio: ITA063049A0123456B.
Chi È Obbligato ad Avere il CIN
Il CIN è obbligatorio per:
- Locazioni turistiche brevi — affitti di durata non superiore a 30 giorni stipulati da privati (con o senza servizi aggiuntivi)
- B&B non imprenditoriali — bed and breakfast gestiti da privati
- Case vacanze e appartamenti turistici — anche se gestiti da un'impresa
- Affittacamere
- Strutture ricettive extralberghiere in genere
In pratica: se pubblichi un annuncio su Airbnb, Booking.com, Vrbo o qualsiasi altra piattaforma per locazioni brevi, hai bisogno del CIN.
Come Si Ottiene il CIN: Procedura Passo per Passo
Il CIN si richiede tramite il portale BDSR (Banca Dati delle Strutture Ricettive) del Ministero del Turismo, all'indirizzo bdsr.ministeroturismo.gov.it. Serve uno SPID o una CIE (Carta d'Identità Elettronica) attivata.
- Accedi con SPID o CIE al portale BDSR. Se non hai ancora lo SPID, richiedilo a uno dei provider accreditati (Poste Italiane, Aruba, Infocert, etc.) — i tempi variano da 1 a 5 giorni lavorativi.
- Registra la struttura: inserisci l'indirizzo completo dell'immobile, la tipologia di struttura, il numero di posti letto, e i tuoi dati personali come locatore o gestore.
- Carica la documentazione richiesta: in alcuni casi il portale richiede prove del titolo di possesso dell'immobile (atto di proprietà, contratto di locazione) e/o certificazioni sulla conformità degli impianti. I requisiti variano leggermente per regione.
- Ricevi il CIN: il codice viene generato automaticamente al completamento della registrazione. Non c'è attesa — è immediato.
- Esponi il CIN: deve essere visibile in tutti gli annunci online e affisso all'ingresso fisico della struttura (con apposita targhetta).
L'intera procedura richiede circa 15–20 minuti se hai tutti i documenti a portata di mano.
CIN e Codici Regionali: Devo Avere Entrambi?
Sì — in molte regioni devi avere sia il CIN nazionale che il codice identificativo regionale. I principali codici regionali sono:
- CIR — Campania, Veneto (Codice Identificativo Regionale)
- CITRA — Toscana (Codice Identificativo Turistico Regionale)
- CIR — Lombardia, Puglia (varianti regionali)
- NIR — Lazio (Numero Identificativo Regionale)
Il CIN non ha sostituito questi codici. Le regioni stanno lavorando all'integrazione, ma ad oggi entrambi rimangono obbligatori nelle regioni che ne richiedono uno. Controlla sempre la normativa specifica della tua regione.
Sanzioni per Chi Non Ha il CIN
Le sanzioni previste dalla Legge 191/2023 sono significative:
- Da 800€ a 8.000€ per il locatore che pubblica un annuncio senza indicare il CIN
- Da 800€ a 8.000€ per il locatore che non espone fisicamente il CIN all'ingresso della struttura
- Da 500€ a 5.000€ per le piattaforme online che pubblicano annunci privi di CIN
Le sanzioni sono cumulative e possono essere applicate contemporaneamente per entrambe le violazioni (annuncio online + targa fisica mancante). In caso di recidiva, le sanzioni possono essere raddoppiate.
CIN, Alloggiati Web e ISTAT: Tre Obblighi Separati
Molti host confondono il CIN con gli altri obblighi burocratici. Sono adempimenti completamente separati:
- CIN — codice identificativo della struttura; va richiesto una volta e rinnovato solo in caso di variazioni significative. Gestito dal Ministero del Turismo.
- Schedine Alloggiati Web — obbligo operativo ad ogni check-in: entro 24 ore dall'arrivo di ogni ospite, devi inviare la schedina alla Polizia di Stato. Si ripete per ogni prenotazione, per sempre.
- Comunicazione ISTAT — flussi turistici mensili alla regione tramite ROSS 1000 o Sinfonia. Va inviata ogni mese, entro il 5 del mese successivo.
Il CIN devi ottenerlo tu una volta. Le schedine Alloggiati Web e l'ISTAT sono adempimenti ricorrenti che puoi automatizzare con Speedy Host.
Domande Frequenti sul CIN
Il CIN è obbligatorio per tutti gli affitti brevi?
Sì. La Legge 191/2023 ha introdotto l'obbligo per tutte le strutture ricettive che offrono locazioni turistiche brevi, B&B, case vacanze e affittacamere in Italia. Chi affitta senza CIN rischia sanzioni da 800€ a 8.000€.
Come si ottiene il CIN e quanto tempo ci vuole?
Il CIN si ottiene tramite il portale BDSR del Ministero del Turismo, accessibile con SPID o CIE. La procedura richiede circa 15–20 minuti e il codice viene generato automaticamente — non c'è attesa.
Il CIN sostituisce i codici regionali come il CIR o il CITRA?
No. Il CIN è un codice nazionale aggiuntivo, non sostituisce i codici regionali. Se la tua regione ha un proprio codice identificativo, devi avere entrambi.
Speedy Host gestisce anche il CIN?
Speedy Host non emette il CIN — va richiesto sul portale BDSR del Ministero. Speedy Host automatizza invece le schedine Alloggiati Web (quotidiane, per ogni ospite) e la comunicazione ISTAT (mensile). Il CIN lo inserisci una volta nelle impostazioni della struttura.
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